
Nella serata di lunedì è arrivata la conferma che, in fondo, tutti si aspettavano: Jannik Sinner non parteciperà alle Finals di Coppa Davis.
E subito, puntuali, sono arrivati i commenti: “Non è italiano” e “Dov’è l’attaccamento alla maglia?”.
Ecco, se siete tra quelli pronti a metterlo alla gogna oggi, non esultate domani quando vincerà un altro Slam.
PROCESSO A SINNER
Anche la maggior parte della stampa italiana – che al posto di proteggere il nostro campione e almeno provare a riflettere sulla scelte – si è scagliata sul nostro tennista. La follia dell’ultima ora? il Codacons ha avviato una petizione per revocargli onorificenze, tra cui la cittadinanza onoraria di Torino.
No comment.
I tuttologi da tastiera farebbero bene a fermarsi un attimo, informarsi davvero e provare a leggere questa decisione con uno sguardo più ampio. Giudicare è facile, capire è un’altra cosa.
Foto: ITF
UN 2025 DIFFICILE, UN 2026 DA COSTRUIRE
Per comprendere la decisione, pensiamo al contesto. Jannik ha saltato tre mesi per la squalifica. Dopo il rientro, ha giocato molto, vinto tanto, ma non ha avuto una stagione lineare sotto molti punti di vista.
È bastata la finale agli US Open per cancellato tutto ciò che aveva fatto prima, almeno agli occhi del pubblico generalista.
C’è del lavoro da fare sul servizio, sulle variazioni e sul piano atletico. Ed è proprio questo il momento giusto per prepararsi e ripartire in vista del 2026, con l’obiettivo di vincere più Slam possibili e quello – dichiarato – di tornare numero 1 al Mondo.
RICONOSCENZA E PROSPETTIVA
Sinner ha già risposto “presente” alla chiamata dell’Italia due volte. Risultato? Due vittorie.
Cosa serve ancora per meritarsi rispetto? Non ha abbandonato nessuno, non ha tradito nessuna maglia.
Forse invece servirebbe più riconoscenza.
Pensare che l’altoatesino venga meno al “dovere della maglia” significa ignorare che lo sport è anche programmazione e gestione.
Mi accodo alle parole di Paolo Bertolucci: “Ci ha fatto vincere già due volte questo importante trofeo e dobbiamo solo ringraziarlo. Bisogna capire che oggi il tennis è focalizzato sulle quattro prove dello Slam e sulle Finals. Probabilmente Jannik, più avanti con l’età, tornerà a vestire l’azzurro, ma adesso lasciamolo in pace.”
MA ALCARAZ CI SARÀ…
Molti hanno fatto notare che Carlos Alcaraz sarà presente. Sì, certo. Ma non vengono dallo stesso momento, sia fisico che mentale.
Due percorsi diversi, due fisici diversi. Diverse necessità. Naturale fare paragoni, ma altrettanto darsi delle risposte ragionate.
NON È UN ADDIO
Siamo tutti dispiaciuti, perché tutti vorremmo vincere sempre tutto. Ma chi conosce lo sport sa che il successo passa anche attraverso scelte scomode.
Jannik Sinner è azzurro, a dispetto di tutti i commenti. Sono sicuro che tornerà a vestirlo, al momento giusto.